La dossite

No, non è una malattia, ma una tendenza che pare destinata a “colpire” ancora.

Siamo d’accordo che bisogna dissuadere quelli che percorrono le nostre via ad alta velocità (taluni lo fanno ben oltre i limiti consentiti): questo è lo scopo dei dossi e alcuni lo assolvono abbastanza bene, ma altri… Certi dossi non inducono soltanto a ridurre la velocità ma obbligano ad andare a passo d’uomo pena lo scassamento dell’auto e … di altro!

Un esempio evidente è costituito da quelli collocati in via Duca d’Aosta (dove il Sindaco ha affermato potrebbe sorgerne un altro) ed in via Crespi. La situazione che poi appare più urgente segnalare è quella di pericolo relativa al dosso-passaggio pedonale di via Marconi nei pressi della locale farmacia: non è il dosso in sé (peraltro troppo alto) che non funziona, ma il cordolo del breve marciapiede che percorre chi vene appunto dalla zona farmacia.

Le fotografie sono eloquenti; è un’autentica trappola per le ruote dei mezzi che scendono in direzione Bergamo. Il recente intervento di spostare la linea bianca verso il centro della strada e di dipingere di giallo il cordolo non pare sufficiente a risolvere il problema: i segni lasciati delle gomme parlano chiaro. Ma se per le auto il rischio può essere limitato a un danno a pneumatici o cerchioni, ben diverso è il rischio per ciclisti e motociclisti! Vista la brevità del marciapiede, c’è anche la possibilità che un pedone distratto metta un piede in fallo e cada sulla strada: è necessario un intervento immediato che elimini ogni rischio!

Articolo pubblicato anche su Paese Mio, maggio 2017
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