Quante sono le Leghe sotto i mari?

Parafrasando la massima di un importante filosofo europeo dell’800, si potrebbe dire che anche ad Albino la storia si ripete e talvolta sotto forma di farsa. Infatti, quello che è successo nel Consiglio Comunale di venerdì 17 febbraio 2017 (e se fossimo superstiziosi, diremmo che è una data che non ha portato per niente fortuna) tra i banchi della maggioranza potrebbe ricordare, per modalità e toni, la vicenda che nel 2008/09 portò alla defenestrazione dell’allora Sindaco Rizzi da parte della locale segreteria della Lega Nord.

Lo spettacolo andato in scena, sotto i nostri occhi attoniti, si è sviluppato secondo un canovaccio a dir poco grottesco: il Presidente del Consiglio Comunale, Fabio Ghirardi, dà lettura di una comunicazione del 16/02/17 del Consigliere Manuel Piccinini, nella quale si annunciano le dimissioni dal ruolo di capogruppo della Lega Nord per «permettere di fare esperienza anche ad altri membri del Gruppo Consiliare di cui faccio parte». Un normale turnover, un atto di grande umiltà da parte di Piccinini per consentire ad altri suoi colleghi di fare la sua stessa esperienza. Nulla di strano quindi, anzi, complimenti a Piccinini per la generosità. Tuttavia la vicenda non sembra concludersi qui. Subito dopo infatti il Presidente Ghirardi legge un’altra comunicazione nella quale si afferma che “i consiglieri Ghirardi, Ciceri e Bianchi non sentendosi rappresentati dall’attuale capogruppo, indicano come capogruppo il consigliere Vincenzo Ciceri”. A questo punto il colpo di teatro fa sobbalzare sulla sedia gli ignari spettatori e un dubbio attanagliante comincia a serpeggiare tra di noi: ma come, Piccinini non si è dimesso di sua spontanea volontà nell’ambito di un normale turnover? A fugare ogni dubbio sul fatto che i contorni della vicenda non fossero proprio questi, ci pensa il nuovo Capogruppo della Lega, il Consigliere delegato alla Sicurezza e alla Protezione Civile, Vincenzo Ciceri.

Nella sua comunicazione Ciceri dichiara: “è simpatico assistere a questo siparietto. Il consigliere Piccinini è stato informato della sua sostituzione mercoledì sera 15/02 e il giorno seguente si è prodigato a scrivere un documento nel quale comunicava le sue dimissioni ipotizzando un turnover. La situazione è ben diversa. L’avvicendamento arriva per dare un cambio di marcia al lavoro del gruppo Lega Nord Albino”.

E per non lasciare dubbi il consigliere Bianchi, segretario della Lega albinese, si è riferito a Piccinini dicendo che “…queste persone devono essere messe al loro posto” e che “il lavoro dei singoli non è apprezzato né tollerato”!
Sì, avete letto bene.
Ha parlato così di un componente del suo partito, reo di troppo protagonismo e attivismo quotidiano a servizio dei cittadini albinesi, che per di più aveva raccolto alle elezioni 10 volte le sue preferenze, 300 Piccinini, 32 Bianchi!

A questo punto la vicenda appare chiara a tutti: Piccinini non si è dimesso da capogruppo, bensì è stato dismesso da capogruppo dai suoi stessi colleghi di partito, sconfessando tutto il lavoro e l’impegno di questi anni.

Ma il siparietto, per usare le parole di Ciceri, non ha lasciato di stucco solo noi della minoranza. Perfino il Capogruppo di Forza Italia, Davide Zanga, in un irrituale e inaspettato scatto di orgoglio (dignità politica dice lui), ha abbandonato l’aula protestando contro la defenestrazione del buon Piccinini (anche se non abbiamo capito come mai le sue due colleghe di Forza Italia se ne siano state sedute senza condividere l’iniziativa…).

Quindi, ancora una volta, ad Albino, la Lega Nord è divisa, o meglio, come fu per l’affaire Rizzi, le Leghe sono più di una, come se fosse un Giano a due facce: da un lato la “Lega dei 2” (i consiglieri Piccinini e Cassader, in minoranza nel gruppo consiliare, ma i più votati come numero di preferenze), dall’altro la “Lega dei 3” (maggioranza in consiglio, ma minoranza tra i cittadini, ovvero i consiglieri Bianchi, Ciceri e Ghirardi, rispettivamente Segretario della Sezione il primo, neocapogruppo il secondo e Presidente del Consiglio Comunale il terzo).

Il tutto si è consumato sotto gli occhi apparentemente indifferenti e sornioni del Sindaco Terzi, lui che da ex capogruppo leghista nell’Amministrazione Rizzi, conserva ancora le cicatrici dello scontro interno, e, seguendo le orme del suo padre politico, ruppe con la Lega. Chissà cosa avrà pensato nel vedere la sua maggioranza “prendersi a cazzottate” pubblicamente in Consiglio Comunale. Resa dei conti, ritorni, divisioni, personalismi, guerre fratricide e lotte intestine: altro che “i panni sporchi si lavano a casa propria!”: i 3 consiglieri leghisti hanno voluto far vedere chi comanda (o perlomeno chi vorrebbe farlo…).

E’ proprio vero che la storia si ripete, e chissà per quante volte ancora …

E a voi cosa interessa? Potrebbe chiederci qualcuno… Assolutamente niente, se non fosse che, per dirla alla Zanga (incredibile, per una volta ci troviamo d’accordo!), il Comune è governato da una coalizione e non vorremmo che a farne le spese fosse proprio la Città di Albino!!!

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